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Gli Amici del Festival e del Teatro Alighieri: un progetto per la città e per il paese.

Quali sono le speciali opportunità per coloro che appartengono all’Associazione Amici del Ravenna Festival? L’Associazione è nata praticamente insieme al Festival, per iniziativa di Cristina Muti che ha voluto radunare intorno a sé alcuni amici che credessero nel progetto e le fossero vicini nel difficile percorso. Grandi personaggi dell’imprenditoria ravennate ed italiana, oltre ad appassionati della musica e del teatro, anche stranieri, hanno aderito, costituendosi in associazione per far sì che le grandi potenzialità del progetto si sviluppassero e durassero nel tempo. Hanno ritenuto infatti che una associazione di “Amici” fosse non solo utile nella fase di start up ma costituisse un importante supporto alla continuità della manifestazione. Così è stato, ed è tuttora, e dobbiamo una grande riconoscenza a quelli che chiamo “fondatori”, attribuendo a questo termine un contenuto di rispetto e considerazione per chi ha creduto, per tutto questo tempo, al progetto che avrebbe realizzato il sogno di Cristina. Per Cristina nutriamo tutti particolare affetto e stima, come deve essere per chi ha intravisto percorsi e soluzioni dove altri vedevano problemi ed ostacoli insormontabili, ed anche per il Maestro Riccardo Muti, senza la disponibilità del quale molte cose non sarebbero accadute. L’Associazione ha quindi sempre affiancato il Festival, sostenendolo economicamente, attribuendosi il difficile ruolo di punto di contatto fra chi lo gestisce e chi desidera essere qualcosa di più di un semplice spettatore, ma di partecipare alla sua concreta realizzazione. Questo è il centro della nostra proposta: condividere il compito e farsene carico. I presidenti che mi hanno preceduto hanno profuso un grande impegno ed ora che mi è stato passato il testimone, gravoso dovrà essere anche il mio, per esserne all’altezza, anche se posso contare sull’aiuto di un Consiglio Direttivo che saprà sopperire alle mie mancanze. L’importanza degli “Amici” del Festival e del Teatro Alighieri, quindi, sta nel sostenere economicamente il Festival ed il Teatro ed il suo progetto culturale, ora divenuto di rilevanza nazionale ed internazionale, che però, oggi più di prima, ha assunto un’importanza particolare per città di Ravenna, perché coinvolge la sua vita economica e sociale. Gli Amici che non sono di Ravenna hanno sicuramente privilegiato la soddisfazione della loro passione per la musica e per il teatro:avrebbero potuto semplicemente partecipare agli eventi ed invece hanno preferito far parte dell’ Associazione, dimostrando come per tutti abbia importanza porsi un obiettivo ulteriore. Attorno al Festival molte attività e professionalità già esistenti hanno avuto modo di crescere e migliorare; nuove se ne sono create e con esse nuove opportunità di lavoro, specializzazioni e professionalità eccellenti, anche fra le maestranze che sono per lo più ravennati. Ma ne traggono beneficio anche il commercio, i settori dei servizi e del turismo ed i pubblici esercizi; di conseguenza una buona parte dell’economia della città. Essere “Amici” finalizza, quindi, il contributo economico a questo obiettivo di più ampio respiro, ricevendone sicuramente vantaggi e possibilità di scelte preferenziali nella partecipazione agli eventi, ma consente anche di cogliere occasioni che rimangono nascoste a chi non è vicino al Festival e che offrono qualcosa in più e di particolare, occasioni di vivere eventi unici che rimarranno nella memoria solo di chi li ha colti. Ogni anno si crea un percorso nuovo ed è questo l’ ulteriore valore per chi è “amico”. Nel 2017, gli Amici hanno partecipato a diversi eventi, in Italia ed all’estero, Teheran, Chicago, Salisburgo, e l’anno si è chiuso con la partecipazione, il 29 dicembre, alle prove del Concerto di Capodanno, a Vienna, diretto dal Maestro Muti. Ricordo lo spirito, talvolta d’avventura, col quale siamo partiti nei viaggi dell’amicizia, dopo aver assistito al concerto diretto dal Maestro Muti, per riascoltarlo a Beirut, Gerusalemme, Sarajevo, Meknes, Ground Zero, superando ogni difficoltà e ricavandone sensazioni indimenticabili. Recentemente è stato riconosciuto un importante beneficio fiscale a chi sostiene le istituzioni culturali. Quali sono i vantaggi che l’Art Bonus arrecherà al Festival? La normativa fiscale denominata “Art Bonus” è assolutamente importante ed offre opportunità che non possono essere trascurate. Finora gli Amici hanno avuto, per il loro impegno finanziario nel tempo, nulli o scarsi vantaggi fiscali. La sensibilità del mondo politico è fortunatamente cambiata e l’intervento del “mecenate”, grande o piccolo che sia, ha ora il giusto ruolo e nel futuro sarà fondamentale per la realizzazione di molti progetti. A mio parere l’Art Bonus costituisce un notevole cambio di passo in un paese dove la prevalenza del pubblico sul privato, nella gestione del patrimonio culturale e della cultura in genere, ha pressoché escluso le risorse private da certe tematiche, limitando così le iniziative a supporto delle quali tali risorse avrebbero potuto svolgere quel ruolo importante che hanno svolto altrove. Il patrimonio culturale e la cultura stessa sono la nostra ricchezza ed il nostro core business; l’unica “materia prima” di cui disponiamo in abbondanza, di cui ci è stato fatto dono e del quale dobbiamo essere all’altezza con ogni mezzo.. Dobbiamo essere consapevoli di questo e quindi ben venga il mecenatismo, che peraltro non è una novità, nel passato e nel presente, e molti paesi lo stanno utilizzando per realizzare grandi opere, come potremo fare anche noi in futuro. Le imprese sono già consapevoli che abbinare il proprio brand a quello del Ravenna Festival, che è un’eccellenza ha non solo l’effetto di portare a sé stessi un riflesso di quella eccellenza, ma anche quello di rendere possibili sinergie e reciproci effetti positivi; ma ora anche il privato può trarre vantaggi fiscali dalla partecipazione e quindi sarà più disponibile all’intervento economico. I privati potranno così contribuire a sostenere il progetto che, oltre alla valenza culturale e sociale, darà impulso alla crescita economica, attraendo risorse e favorendo occasioni di lavoro; così forse i giovani troveranno qui quello che troppo spesso sono costretti a cercare altrove. Ai giovani in particolare è stata rivolta l’attenzione del Festival e dell’Associazione in questi ultimi anni, e lo sarà di più nei prossimi, con interventi promozionali per favorire il loro accesso agli eventi e per farli divenire “amici”, iniziando quel percorso di vicinanza che li porterà ad essere compartecipi del progetto. Quali sono le strategie dell’Associazione per il futuro? Rimane valida la finalità iniziale della Associazione di assicurare la continuità del supporto al Festival ed al Teatro. Penso che essa debba continuare ad essere una presenza costante ed anzi divenire sempre più uno stimolo per la ricerca di sinergie fra chi organizza e chi sostiene. L’obiettivo quindi è quello di creare il collegamento più stretto possibile con le realtà economiche di Ravenna e non solo, e nello stesso tempo favorire quel legame generazionale che è la risorsa principale di ogni collettività che pensi al domani. Occorrerà passare il testimone e quindi idee e strategie di oggi sono volte a ricercare un punto di contatto più consistente con le imprese e con il mondo dei giovani, per riceverne idee e suggerimenti, vero motore di ogni progresso. Fortunatamente viviamo in un contesto nel quale gli enti pubblici, in particolare il Comune, hanno sempre manifestato particolare sensibilità e sono presenti nel territorio altri enti che non hanno mai fatto mancare il loro sostegno; tutto ciò consente di avere prospettive di un certo respiro e non mi pare che ovunque sia così. Rimarremo nello spirito dei fondatori dell’Associazione ma attenti all’oggi ; allora essi guardarono al futuro con lungimiranza ed allo stesso modo ci rivolgiamo alla collettività alla quale il Festival appartiene, anche se mi rendo conto che l’invito richiede che si pensi un po’ in grande, perché è necessario per non fermarsi ad un orizzonte che è appena fuori dalla porta di casa. Sul nostro tavolo ci sono quindi costantemente allo studio proposte ed idee per facilitare la partecipazione agli eventi, avvicinare genitori e figli alla associazione, cercare punti di contatto e ricevere il contributo di idee; per rimanere, insomma, sempre in movimento. Abbiamo cercato l’incontro su Facebook (Amici di Ravenna Festival), su Twitter e siamo presenti con una pagina sul sito del Festival (www.ravennafestival. org); ci stiamo organizzando per incontrare gli studenti nelle scuole e per creare momenti di confronto con nuove idee e nuove sensibilità. Bill T. Jnes. Sant’Apollinare in Classe.

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Come aderire Associazione Amici di Ravenna Festival e del Teatro Alighieri Tel. +39 0544 249215 direzione@ravennafestival.org www.Ravennafestival.org/associazione